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sabato 11 maggio 2013

14. Inferno

 

Per quanto io possa scappare, nascondermi, mentire, sorridere, fare finta di nulla.. Non riuscirò mai a sbarazzarmi del fardello che porto, della maledizione che ho per non so quale motivo. Condannata a un'esistenza di bugie, solitaria... Senza mai poter avere legami stretti con gli altri per paura del loro giudizio sul passato di chi c'era prima di me. Su un passato che non è nemmeno il mio, ma che la gente per ignoranza mi attribuisce. "Se la sua famiglia è così, allora anche lei è così", pensano.
"No! Non è vero proprio un cazzo" vorrei dirgli! Vorrei dimostrare qualcosa a tutti! Vorrei dimostrare che io valgo qualcosa e sono migliore di quanto pensino.
Condannata a non avere legami stretti, condannata a non poter mai menzionare un ricordo felice... Condannata ad odiare i serpenti che sembrano avvelenare tutto quello che toccano.. E quando non hanno più nulla da toccare, attaccano le cose a me care... Sembra che lo facciano apposta, per aumentare il peso che porto, per peggiorare la situazione che dopo 15 anni di fatiche sta diventando insostenibile. Ed ero proprio io quella che credeva a una me stessa come una fenice indistruttibile. Ma quella fenice sta morendo.
Il castello di bugie costruito con cura, con il timore del pensiero degli altri, con i miei sorrisi finti, con sforzi che non credevo possibili.. Sta crollando. Sono stufa di fare sempre finta di niete, fare finta che vada tutto bene, fare finta persino CHE DOMANI SARA' MEGLIO. Ma chi prendo in giro? Il domani sarà solo che peggio. E' sempre stato così. Ogni sera prima di dormire ho speranza per domani. Speranza di potermene andare da questa situazione che ritengo senza soluzione. Andare via, lontano, chilometri e chilometri. Ma la lontananza geografica non basterebbe, perché i mostruosi ricordi mi inseguirebbero. D'altra parte se resto, non mi libererei da questa maledizione. Il passato sarebbe lì al mio matrimonio, alla mia laurea... sarebbe sempre lì pronto a rovinare tutto!
E allora penso "perché a me? proprio a me doveva succedere?!"
E ho imparato che a raccontare cose sgradevoli agli amici, alle persone che amo le fa allontanare da me inconsciamente. E se non mi apro con loro per questo motivo, si allontanano comunque pensando che io nasconda qualcosa o che io sia introversa e riservata. Devo tenermi tutto dentro, affrontare da sola ogni dannato minuto passato in questo inferno e continuare a mentire.
Mi chiedo se tutta la mia vita sarà così, mi chiedo se troverò mai la pace e la serenità, mi chiedo se tutto può cambiare, se  non ci saranno più paure e segreti.
Forse penso troppo e dovrei smettere di provare sentimenti. O forse no. Forse dovrei dire alle persone in quale fossato senza fine sono precipitata, non per mio volere. O forse no. Forse devo spendere tutte le mie energie per salvare la mia fenice.
 E ogni volta che mi chiederanno: "A casa come va?" io continuerò a rispondere:"benissimo" mentre vorrei urlare CHE E' UN INFERNO.

Grazie a chi mi ha letto.